In autunno sarà il Consiglio degli Stati a pronunciarsi sulla sottomissione della Svizzera all’UE. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati intende tutelare i diritti dei Cantoni proponendo che questi trattati siano sottoposti a referendum obbligatorio con la doppia maggioranza di Popolo e Cantoni.
In realtà, la questione dovrebbe essere chiara: in virtù dell’iniziativa dell’UDC contro l’immigrazione di massa, approvata dal Popolo e dai Cantoni, l’immigrazione deve essere esclusa dall’adeguamento dinamico del diritto previsto dalla direttiva europea sulla cittadinanza dell’Unione. L’estensione del ricongiungimento familiare alle persone bisognose di assistenza, il diritto di soggiorno permanente e l’abolizione dei contingenti per i nuovi Stati membri dell’UE sono in contrasto con la Costituzione federale. Inoltre, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati chiede che il diritto svizzero prevalga su quello dell’UE.
I turbo-europeisti impediscono alla Commissione di discutere il dossier
La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale aveva seguito la decisione della commissione omologa del Consiglio degli Stati. Ma i turbo-europeisti a Berna non hanno voluto saperne: hanno semplicemente impedito alla Commissione di affrontare il tema. Il dossier è stato invece assegnato alla Commissione della politica estera, ritenuta più favorevole a Bruxelles. Ne è scaturita una situazione caotica: due commissioni esaminano contemporaneamente lo stesso progetto, con sedute straordinarie quotidiane e decisioni prese in procedura accelerata.
Gli amici di Bruxelles non vogliono una votazione popolare
La rinuncia al referendum obbligatorio significa che il trattato di sottomissione all’UE non verrebbe nemmeno sottoposto automaticamente al Popolo. I cittadini potrebbero esprimersi solo se qualcuno raccogliesse 50’000 firme per un referendum facoltativo. Ancora una volta, questo compito ricadrebbe verosimilmente sull’UDC, l’unico partito che continua a difendere i diritti del Popolo e dei Cantoni.
Posizione di Magdalena Martullo-Blocher, Consigliera nazionale, Lenzerheide (GR) e Meilen (ZH)
